LA LEGA RESPINGE LE DELIBERE DEL CONSIGLIO FEDERALE
La Lega Pallavolo Serie A Femminile prende atto che quanto ratificato in
data odierna dal Consiglio Federale in relazione al passaggio dei
diritti sportivi dal Volley Rosa Montichiari al Futura Messina e
dall’Audax Melfi al Volley Bari è in palese contrasto con lo Statuto
e i Regolamenti FIPAV e con tutti i deliberati della Lega stessa.
La legittimazione a svolgere le procedure di ammissione ai campionati di
Serie A viene affidata alla Lega in virtù di quanto previsto dall’art.
49 dello Statuto FIPAV, dall’art.13 punto 2 lett. b del Regolamento
Affiliazioni e Tesseramento FIPAV e dall’art. 93 lettera I del Regolamento
Organico FIPAV, il tutto nell’ulteriore contesto della Convenzione
che regola i rapporti Lega-FIPAV.
La Lega Pallavolo Serie A Femminile è pertanto fortemente sorpresa dal
comportamento assunto dalla FIPAV in palese dispregio delle normative
esistenti, specialmente in presenza di un atteggiamento che ancora di
più oggi vede la Lega stessa collaborare con la Federazione per la
promozione e lo sviluppo della pallavolo femminile nel pieno rispetto,
però, dei reciproci compiti e delle specifiche competenze.
Precisato che non può essere addirittura un organo politico e di indirizzo,
quale è il Consiglio Federale, ad operare in spregio delle regole e
ad "espropriare" la Lega della sua competenza specifica e identificativa,
la gestione, cioè, dei "suoi" Campionati di A1 e A2, la Lega Pallavolo
Serie A Femminile contestando fermamente le decisioni così assunte e nel
corso di un Consiglio Direttivo urgentemente convocato per domani alle
17,30 a Bologna deciderà le specifiche e ferme azioni da intraprendere
presso i competenti organismi di legge nonché ogni altra azione, anche
clamorosamente dimostrativa, che sia ritenuta opportuna per ripristinare
la legalità sportiva e il principio del rispetto delle competenze.
La Lega quale espressione di tutti i Club di Serie A si riserva inoltre
nella stessa sede di valutare l’opportunità di richiedere il risarcimento
dei danni economici conseguenti ai contestati deliberati del Consiglio
Federale che sviliscono l’immagine di tutto il movimento pallavolistico
femminile presso gli sponsor, il pubblico ed i media.